La notte dei Rospi...li stiamo aspettando

Un benvenuto a tutti...

Anche quest'anno siamo pronti, li stiamo aspettando. Ma chi direte voi??
Sono Rospi, rane, raganelle gli oggetti delle nostre attenzioni.
Questo è stato l’anno dichiarato dalle Nazioni Unite come “L’Anno Internazionale per la Biodiversità”. Ora più che mai quindi Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta si propone di proteggere e tutelare gli ambienti naturali e la biodiversità con azioni concrete.


“La notte dei Rospi” è la campagna di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta che si pone l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla salvaguardia e protezione degli Anfibi, con particolare attenzione al Bufo bufo ovvero al Rospo comune, durante le migrazioni primaverili di fine febbraio – marzo.

L’iniziativa mira a sensibilizzare e salvaguardare habitat e specie minacciati dalle attività dell’uomo, ma vuole anche informare per accrescere la conoscenza dei sistemi umidi. Una campagna per promuovere azioni concrete volte a proteggere e a tutelare gli ambienti naturali. La Notte dei Rospi consiste appunto nel limitare le stragi che ogni anno decimano le popolazioni di Anfibi. Abbiamo bisogno di squadre di volontari che di sera, quando gli animali iniziano il loro movimento, li assistano negli attraversamenti stradali.

Con questa campagna proponiamo ai volontari di trascorrere alcune serate “diverse” per salvare i “rospi innamorati”, e insieme ad amici e familiari scoprire mondi spesso sconosciuti, per vivere il territorio e il rapporto con la natura in un modo diverso. Pochi sanno che gli Anfibi abitano il pianeta terra da oltre 250 milioni di anni, oggi però molti di loro sono a rischio di scomparsa. Per la permeabilità della loro pelle sono più sensibili a vari agenti tossici o a cambiamenti climatici e ambientali. In virtù di questo fatto, sono organismi da assumere come indicatori di degrado ambientale. I dati sullo stato di salute delle popolazioni di anfibi potrebbero essere utilizzati pertanto per l’individuazione di aree vulnerabili dal punto di vista ambientale.



Info: lanottedeirospi@legambientepiemonte.it

Francesca Galante Tel. 011 2215851

mercoledì 24 febbraio 2010

Informazioni sul bufo bufo…ovvero un principe azzurro mancato!!

Il rospo comune (Bufo bufo, Linnaeus 1758) è l'anfibio più grande d'Europa, e raggiunge addirittura i 20 cm (zampe escluse). È molto comune: si trova in tutta Europa e nel Nord-Ovest dell'Africa.
Il rospo comune è protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore.
La sua colorazione è marrone, che può tendere al rossiccio, il ventre tende ad essere biancastro. La pelle presenta numerose verruche, che secernono sostanze allucinogene, tra cui la 5-metossi-N,N-dimetiltriptamina,la bufoteninae la bufalina, che comportano continue allucinazioni e stato di trance.
Le pupille del rospo comune sono orizzontali l'occhio è di color oro scuro o rame, e nel suo collo vi sono due ghiandole parotoidi ovali.
Gli animali della zona meridionale dell'areale tendono ad essere più grandi e con pelle più "spinosa" cioè con verruche più prominenti.
Un gracidio piuttosto acuto, formato da 2 - 5 sillabe ripetute. Le vocalizzazioni non sono particolarmente intense rispetto alla taglia raggiunta da questa specie.
Prevalentemente notturno, di giorno tende a nascondersi in buche o anfratti, sotto le pietre o comunque in luoghi riparati dalla luce, se minacciato assume una caratteristica posa intimidatoria con la testa abbassata e le parti posteriori sollevate. Rispetto a Bufo viridis frequenta ambienti più asciutti e tende a tornare sempre nella stessa pozza d'acqua per riprodursi, a volte percorrendo anche diversi km. Durante questi spostamenti molti individui riproduttori vengono uccisi dalle automobili a causa di ciò, oltre che alla scomparsa dei siti riproduttivi, questo animale tende a scomparire dalle zone più antropizzate.
Si nutre praticamente di qualsiasi cosa riesca ad entrare nella sua bocca: insetti in primis, lumache, lombrichi, piccoli vertebrati come ad esempio piccoli topi.
Dopo il letargo invernale, in concomitanza con la primavera inizia la stagione degli accoppiamenti: i rospi si recano vicino ai luoghi di riproduzione (solitamente vicino a corsi d'acqua, pozze o stagni) verso l'inizio di marzo e lì i maschi si aggrappano alle ascelle delle femmine, che sono visibilmente più grandi. Questo è il cosiddetto amplesso ascellare, a volte la femmina può essere approcciata da cosi tanti maschi da restare soffocata e morire.
La femmina depone in acqua circa 10 000 uova in un cordone gelatinoso, contemporaneamente le uova vengono fecondate dal maschio. Queste uova poi si schiuderanno, facendo uscire dei minuscoli esserini neri acquatici: i girini. Questi, nutrendosi soprattutto di alghe e altri minuscoli materiali organici, crescono. La temperatura dell'acqua nella zona dove si trovano deciderà la velocità della loro metamorfosi: più è calda l'acqua, più veloce sarà la metamorfosi. Questo perché l'alta temperatura dell'acqua è sintomo che la loro pozza si sta prosciugando.
Ai girini spuntano dapprima le zampe inferiori, e successivamente le zampe anteriori: da questo momento iniziano a digiunare, perché il loro apparato boccale (e digerente) si sta trasformando: infatti da onnivori diverranno insettivori. La metamorfosi dura uno o due giorni; il metamorfosando inizia ad assorbire la coda, e nel giro di appunto 24 - 48 ore scomparirà. il neometamorfosato è il più piccolo in assoluto fra gli anfibi: è lungo circa un cm. La sua pelle è ancora liscia per favorire la traspirazione. Digiunerà ancora per circa 4 giorni, dato che utilizzerà come fonte nutrizionale le energie della coda riassorbita.

Nessun commento:

Posta un commento